NEI REGNI DELL’IRREALE. Per Henri Darger

*Nei Regni dell’Irreale, Fondazione Gottardo Lugano e Galleria di Art Brut Losanna, 1996.

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…Proprio indagando queste “galassie parallele” scopriamo Nei regni dell’Irreale, l’opera “nascosta” di un homeless americano, Henry Darger (Chicago, 1892-1973). Reietto, solo, escluso dalla società civile, lavorava in modo irregolare nella pulizia degli ospedali. Alla sua morte, a New York, viene ritrovato, nella sua casa-scantinato, un interminabile numero di rotoli di carta, segnati con tratti delicati e cromatismi leggeri (quindicimilacentoquarantacinque pagine dattiloscritte a comporre tre enormi volumi formati ciascuno da centinaia di fogli), dove viene rappresentata una saga di liberazione di schiavi-bambini da tiranni-adulti, e dove i corpi di una ragazza chiamata sempre Katharina sono una serie di innumerevoli figure identiche a se stesse, che mostrano di avere subito torture e abusi sessuali. Darger scrive il suo giornale pittorico, intenso e insostituibile, proiettando il suo desiderio sessuale proprio attraverso la pittura e rappresentandolo in immagini delicate ma atroci, che mostrano e nascondono violenze efferate e immaginarie salvazioni. Il mite homeless disegna stragi femminili all’interno di cicli pittorici in cui violenza e salvezza si intrecciano in un gioco interminabile, come interminabile è il senso di colpa che gli fece nascondere i suoi rotoli cartacei nello scantinato dove saranno ritrovati dopo la sua morte, simbolo di una violenza immaginata e ripetuta solo in quei disegni, dentro quei disegni – “opera” originale, visionaria, reale, potente, incoercibile, conclusa solo dalla morte fisica dell’autore (da Marco Ercolani, Galassie parallele, Il canneto editore, Genova 2019) (Marco Ercolani).

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Ci sono però anche casi di artisti che si sono chiusi nel proprio mondo interiore al punto da tenerlo nascosto agli occhi degli altri. Pensiamo all’americano Henry Darger. Rimasto, durante la prima infanzia, orfano di entrambi i genitori, frequenta una scuola cattolica, ma il suo comportamento poco rispettoso delle regole fa sì che nel 1904, quando ha solo dodici anni, venga recluso nell’Illinois Asylum for Feeble-Minded Children, famoso per il severo trattamento che infligge ai ragazzi. Qualche anno dopo, Darger riesce a fuggire e a tornare nella propria città natale, Chicago. Lì trova impiego come inserviente o lavapiatti presso vari ospedali, lavoro che svolgerà fino al pensionamento. Nel tempo libero, raccoglie ogni tipo di oggetti di scarto, ma in particolare riviste e fumetti. È solo quando, nel 1972 (un anno prima della morte), viene trasferito in un ospizio, che i proprietari del modesto appartamento in cui abita da decenni scoprono, con sorpresa, il frutto del lavoro da lui effettuato in segreto. Si tratta di vari lunghissimi scritti, tra cui spicca un’opera narrativa, The Story of the Vivian Girls in the Realms of the Unreal, che supera le 15.000 pagine ed è accompagnata da più di trecento illustrazioni, spesso di grande formato9. La vicenda narrata nell’opera è quella delle Vivian Girls, le sette giovanissime principesse del regno di Abbieannia, che si ergono a difesa delle bambine, battendosi assieme a loro contro un esercito invasore che le ha schiavizzate. Nelle immagini, che sono perlopiù disegni colorati ad acquerello, scene idilliache si alternano ad altre assai cruente, nelle quali le piccole ribelli vengono sventrate, strozzate o impiccate dai feroci militari. In certi casi, le bambine sono raffigurate nude, e spesso dotate di un piccolo membro maschile, sicché l’insieme oscilla tra naïveté e ambiguità sessuale. Per realizzare le illustrazioni, che costituiscono la parte più significativa della sua opera, Darger utilizza anche una tecnica insolita, ossia ricalca figure da giornali o fumetti e le riporta sui fogli, colorandole. Nel loro insieme, i dipinti su carta, ricchi di personaggi e affascinanti per la loro potenza visionaria, hanno suscitato interesse e ammirazione nei cultori di quella che, a seconda dei paesi, viene definita art brut oppure outsider art (Giuseppe Zuccarino).

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Da Nei Regni dell’Irreale

Sono un nemico della causa cristiana, e con tutto il corpo desidero che le loro armate vengano schiacciate! Cercherò che la vittoria della guerra sia dalla parte dei Glandeliniani. I risultati di troppe prove ingiuste. Non lo tollererò per nessuna ragione, anche a rischio di perdere l’anima mia… Non sopporterò tutto questo e per nessuno. Dio è troppo duro con me. Che mi mandi pure all’Inferno. Io sono il padrone di me stesso.

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I bambini, strappati alle loro madri angosciate, furono uccisi in tutti i modi immaginabili. Molti furono bruciati sul rogo e altri tagliati a pezzi e lasciati a giacere là dove erano stati gettati. E molti bambini sembravano essere stati passati col tritacarne. Persino delle piccole ragazzine, dell’età dii otto nove anni, e anche più giovani, furono legate e stese a terra completamente nude, e sulle loro pance vanno versando una palata di carbone ardente. Molti dei bambini furono strangolati a quanto pareva con mani di ferro, perché sulle loro facce c’era un’espressione orrenda. Nelle strade si vedevano corpi squarciati e nudi gettati per terra a migliaia. In verità, le grida e le suppliche delle vittime erano interminabili, e migliaia di madri impazzivano vedendo quelle scene e addirittura si suicidavano… Circa 565769 bambini furono letteralmente squarciati come bestie da macello, dopo essere stati strozzati o scannati, in ogni modo possibile, e quei mucchi di corpi insanguinati, con gli intestini bene in vista e schizzati fuori, erano uno spettacolo cui nessuno poteva essere presente senza perdere la ragione. Cuori di bambini furono appesi con lo spago sui muri delle case, ed erano tanti i corpi sanguinanti tagliati a pezzi che sembravano essere usciti da una macchina irta di coltelli. Una strada era coperta con una marea di bambini morti e di frammenti maciullati di ogni parte vitale si possa immaginare…

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Henry Darger

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