FORSE QUALCUNO LA’ FUORI. Francesco Macciò

*I testi sono tratti da Minuto mantenimento, una suite costituita da 26 testi. Ne vengono qui pubblicati sette, la sequenza dal 15 al 21.

Graham Sutherland

**

Hanno falsificato la parola d’ordine

manomesso i congegni di sicurezza.

Non riusciamo a intercettarli

come fossero soffocati

rigagnoli sotto le foglie,

fiori decapitati,

macchie di grasso sul pavimento.

**

Un colpo,

un colpo secco alla schiena

forse porrebbe fine

a questa interminabile attesa.

Potremmo diventare

un granello di ghiaccio,

una piuma, un decilitro

di solvente dentro un secchio.

Potremmo rimanere

in questa sospensione senza difesa

evaporare alla rinfusa, farci

voce sottile, pulviscolo,

polvere da sparo.

**

Un’inchiesta formale. L’ufficiale

inquirente. Un supplemento istruttorio.

La relazione finale.

Forse niente potrebbe fermare

quel picchiettio di martelletti

sul rullo dell’Olivetti Studio 44,

lo strappo del carrello a fine corsa,

l’idea di un nome che si spegne

sulla punta delle dita.

Si va avanti così.

Resterà sul registro dei verbali

una sequenza di sillabe

nella cruna di un sillabario.

**

Fissava un punto sul muro.

Fosse diventato quel punto di calce

nessuno se ne sarebbe accorto.

Non avrebbero potuto neppure considerarlo

un disertore passato al nemico.

Un’altra recluta di un altro scaglione

l’avrebbe sostituito.

**

Alla quarta vigilia, la più faticosa,

appoggiato il calcio a terra, il mento

vacillava sulla bocca del Garand.

La morgana degli occhi e della mente,

la custode di ogni ora notturna

che passa al setaccio i sogni e le attese

non era che un grumo di colore sul muro.

**

Non siamo noi a spiare,

a redigere dal corpo di guardia

una relazione di servizio

di ogni sospetto, di ogni paura.

Forse qualcuno là fuori

da un avamposto lontano

– un pulviscolo luminoso

alle sbarre dell’inferriata,

il becco di una lama d’acciaio –

forse qualcuno là fuori

ci tiene rinchiusi e ci spia.

**

È fuori dietro le palizzate,

oltre i reticolati in un ristagno

d’acqua, nella follia del vento. Spacca

l’intonaco, attraversa le inferriate,

si infila invisibile in ogni fessura,

scavalca cortine di filo spinato,

scivola sui ciuffi vischiosi

dell’erba vetriola, blocca l’acciaio

degli otturatori. Inutile

raddoppiare i turni di guardia

tentare di fermarlo

opporgli una difesa.

Graham Sutherland

Francesco Macciò

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