LA CROCE VERSA. Paolo Castronuovo

La croce versa (Effigie, 2022, collana Le ginestre)

Indice

La croce versa (o il tentativo di cambiare)

Sul crinale dell’occhio

Il lunedì quando sono chiusi i barbieri

Poesie morte

Il passo dell’infatuazione

Abiura

Poesie dal quotidiano

L’indipendenza del muschio

Le stanze del morbo

E vai di asfalto

Echi

L’autore ringrazia Paolo Cosci, Alfonso Guida e Antonio Moresco per la fiducia, e l’editore Giovanni Giovannetti per il coraggio editoriale.

Paolo Castronuovo

**

“sulla parete di calce la tua pelle si è fatta edera

ha varcato ogni buccia di intonaco

e scardinato l’asfalto bruciato

per portare i miei occhi ai tuoi fossili

fioriti tra rovi

(…)

è giunto l’autunno e le lenzuola ormai

ci prendono a gambe aperte

dentro la mansarda fuori dall’umido

qualcuno ha già bruciato i residui di vendemmia

e quell’odore è intriso nelle fibre

dei nostri corpi

che dall’ascensore al letto distruggono la terra

sbattendosi su muri appena imbiancati

tavoli e lavatrici

tubi di scarico di docce ingorde di noi a lavarci

stretti negli abbracci compulsivi

delle camicie di forza”

Leggendo un libro di versi possiamo intuire la direzione dell’opera anche da queste due brevi poesie tratte da sezioni diverse del libro: immagini reali, violente, esatte, lacerate, sessuali, trapelano da versi che sono variazioni belliche, combattimenti verbali, con oasi di quiete (“la poesia muore / in ogni verso / te”) e di riflessione (lì dove il poeta muore/ nell’ultimo verso// prima di un nuovo libro”). Le trafigge tutte un’aura surreale, crudele, vibrante di un’ironica follia. Castronuovo costruisce un libro compatto e tagliente, antilirico, felice della sua crepitante forza eversiva. Il poeta conosce le parole amorose potenti, pronunciate ai confini del dicibile (“ti ho guardata per tanto tempo/ come fa lo scolaro da dietro al muretto/ e al materializzarsi del tuo corpo/ non sentivo le catene strisciare/ sul pavimento della nausea/ restavo muto perché il verbo/ è superfluo dinanzi a te/ e nel frattempo mettevo/ le parole taciute/ in un bacio”). Carica di metafore, la parola si avvicina a zone di incantamento rapinoso e di nulla violento. (M.E.)

**

Antologia

ho voglia di scriverti su un foglio

arricciato all’angolo come

il tuo naso di linoleum

lasciare il pennino appuntare

il neo accanto al sopracciglio

na firma pensata

per il tuo capolavoro

sempre se fossi il tuo uomo madre natura

o il folle fuggito al day hospital

**

amica mia facciamo pace

il cuore è un posto troppo piccolo

per il dispiacere

è pieno di nodi e calcinacci saltati

per via dei proiettili vaganti delle illusioni

è una casa crepata un trauma una contusione

e tu avevi lo stucco giusto per riparare

la pasta buona per sfamare

e pochi lunedì per saziare

**

il buio unisce sempre

gli oggetti spennellati nel campo unificato

l’amalgama di ombre coi propri crampi

i corpi sul materasso

le gambe a treccia e le lingue a nodo

è il luogo con l’ecosistema più vasto

di immagini suoni e colori

basta saperlo interpretare

mescolarlo ai tuoi capelli

occhi gambe e braccia

è cupo come il sapore delle labbra

che in questo secolo sa di morte

non dell’erba bagnata e della margherita

dietro l’orecchio

il buio è un’entità che non puoi descrivere

al massimo poetare

perché è lo stimolo al contatto

l’alcol che stronca l’imbarazzo

i sorrisi che non vogliono incontrarsi

la spinta che ci serve per toccarci

**

mentre ti parlavo eri troppo impegnata a salpare

verso un altro oceano di ingranaggi rotti

inon ti ho baciata sulle colline

perché tutto muore sotto le gallerie

lo stesso posto in cui cerchi l’amore respingendolo

con l’imposizione cardiaca

mentre butti reti per lasciare che il caso si impigli

e poi muoia

Paolo Castronuovo è poeta, scrittore, editor. Tra prosa, poesia e volumi d’artista ha pubblicato undici libri. Ricordiamo la trilogia poetica composta da: Labiali (Pietre Vive, 2016), L’Insonnia dei Corpi (Controluna, 2018) e La Croce Versa (Effigie, 2022); il romanzo La Falla Oscura (Castelvecchi, 2018). Ha scritto la poesia più breve mai esistita poi pubblicata in tiratura limitata come libricino d’artista. Dirige la collana «Occhionudo» per la quale ha curato diversi volumi di poesia e testi sperimentali. Ha curato e tradotto H.P. Lovecraft nel volume Il Simbolo della Bestia (Joker, 2022).

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