LE PIETRE PARLANO. Claude Esteban

Le pietre parlano

di Claude Esteban

a Eduardo Chillida

Claude Esteban
Eduardo Chillida
Eduardo Chillida

Nella sabbia,

nell’interno della sabbia,

in qualche granello di sabbia,

scavare

scolpire il respiro.

**

Tutto un piovere d’atomi

poi

il lampo sull’evidenza

dell’alabastro,

i corridoi.

**

Domani non ha luogo domani

disegna

sopra un muro, cancella

con gesti

folli,

la strada.

**

In una scatola

nulla e in questo nulla

il sapore della terra antica, un’altra

vita, la cenere

divenuta sole e come

un sogno,

questa lampada che attraversa i muri,

scacciando la paura.

**

E grandi alberi

sulla soglia

dicevano il fremito dell’aria, il mondo

semplice.

**

L’occhio non conosce

l’occhio, è

al centro ed ogni cosa davanti a lui

è giusta e si conferma, l’occhio

non guarda, sa

subito e appena sa, vede

oscilla, là

accanto,

sull’invisibile.

**

Voi che non amate più niente, amate

il bianco, lì

può finire qualcosa

che vi fa male, il bianco

non calma, è dentro di voi come

una spina schietta,

lacera i vecchi saperi, voi

che non vi amate più,

toccate con gli occhi

il bianco,

questa bruciatura.

**

Ciò che dura

già scompare,ciò che cade

ritrova la sua postura,

ciò che non pesa

quasi più

gravita nel cielo dei segni.

**

Sulla pietra

che non soffre, decifra

lentamente

le tue cicatrici.

**

Minerale addormentato, ascolta

meglio,

tutto il rumore

del mare

trema nelle tue conchiglie.

**

C’era la parete, le linee nere

sulla parete, lo sforzo

degli uomini, uno dopo l’altro, per salvare

lo spazio,

e questa mano che non aveva il tempo

di credere che il tempo incalzava,

che era notte.

**

La morte ha la sua casa, ma i morti

non la abitano,

sono troppo lontani, respirano

un’aria più grande, la morte

prepara la sua casa

per coloro che dubitano, che diventano piccoli,

che dicono no.

**

E’ ancora

il primo mattino, le pietre

parlano,

ci sono certezze

nel suolo, camminate, non cercate più

-e che un profumo da nessun luogo vi conduca.

***

Eduardo Chillida

Le pierres parlent

Per Eduardo Chillida

Dans le sable,

dans le dedans du sable, dans

chaque grain,

creuser,

sculpter le souffle

**

Toute une pluie d’atômes

puis

l’éclair sur l’évidence

de l’albâtre,

les couloirs.

**

Demain n’a pas lieu,demain

dessine

contre un mur, afface

avec des gestes

fous,

la route.

**

Dans une boîte

rien et dans ce rien

la saveur de la terre ancienne, une autre

vie, la cendre

devenue soleil et comme

un rêve,

cette lampe traversant les murs,

chassant la peur.

**

Et de grand arbres

sur le seuil

disaient le froissement de l’air, le monde

simple.

**

L’oeil ne connaît pas

l’oeil, il est

au centre et chaque chose devant lui

est juste et se confirme,l’oeil

ne regarde pas,il sait

d’abord et comme il sait, il voit

il trébuche, tout

près,

sur l’invisible.

**

Vous qui n’aimez plus rien,aimez

le blanc, là

quelque chose peut finir

qui vous fait mal,le blanc

n’apaise pas,il est en vous comme

une épine franche,

il déchire les vieux savoirs,vous

qui ne vous aimez plus,

touchez des yeux

le blanc,

cette brûlure.

**

Ce qui dure

disparaît déjà,ce qui tombe

retrouve son assise,

ce qui ne pèse

presque plus

gravite au firmament des signes.

**

Sur la pierre

qui ne souffre pas,déchiffre

lentement

tes cicatrices.

**

Minéral endormi,écoute

mieux,

tout le bruit

de la mer

tremble dans tes coquilles.

**

Il y avait la paroi,les lignes noires

sur la paroi,l’effort

des homes,l’un après l’autre, pour sauver

l’espace,

et cette main qui n’avait pas le temps

de croire que le temps passait,

qu’il faisait nuit.

**

La mort a sa maison,mais les morts

ne l’habitent pas,

ils sont trop loin, ils respirent

un air plus vaste,la mort

prépare sa maison

pour ceux qui doutent,qui deviennent

petits,

qui disent non.

**

C’est encore

le premier matin, les pierres

parlent,

il y a des certitudes

dans le sol, marchez, ne cerche plus

-et qu’un parfum de nulle part vous guide.

Eduardo Chillida

*I testi sono tratti da: Claude Esteban, Qualcuno nella stanza comincia a parlare (trad. it. di Lucetta Frisa), I Libri dell’Arca, Joker, Novi Ligure, 2015.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...