SPERANZE

Cinque lettere autentiche, a firma Franz Schubert. La prime quattro sono del Franz Schubert che conosciamo, autore della Sinfonia Incompiuta e degli Schwanengesange. L’ultima è di un musicista omonimo, oggi dimenticato, che nel 1848 era così celebre da permettersi di denigrare l’allora semisconosciuto Franz.

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I.

Vienna, 7 aprile 1826.

Maestà! Graziosissimo Imperatore! È con profonda venerazione che il sottoscritto osa indirizzarvi quest’umile preghiera, al fine di ottenere da Vostra Grazia il posto di vicedirettore d’orchestra, ora vacante, e appoggia la sua richiesta con i seguenti argomenti:

1. È nato a Vienna, è figlio di un maestro di scuola e ha compiuto i ventinove anni.

2. Grazie al favore imperiale è entrato a far parte per cinque anni del coro di fanciulli dell’orchestra di corte, essendo allievo del convitto imperiale e reale.

3. Ha ricevuto una completa cultura di composizione musicale grazie alle lezioni impartitegli dall’ex-direttore dell’orchestra di corte Antonio Salieri; è quindi atto a ricoprire la carica di direttore d’orchestra. A tale riprova allega qui il relativo certificato.

4. Le sue composizioni musicali e strumentali lo hanno degnamente reso noto non soltanto a Vienna ma anche in Germania.

5. Cinque Messe che ha fatto eseguire in diverse chiese di Vienna sono a disposizione di Vostra Maestà.

6. Momentaneamente non ricopre carica alcuna e spera, ottenendo questa sistemazione definitiva, di potere finalmente conseguire quegli ideali artistici che si è sempre proposto. Egli saprà mantenersi all’altezza dell’importante carica a cui aspira, dedicandovi le sue migliori qualità. Vostro umilissimo servitore Franz Schubert

*Si certifica con la presente che il signor Franz Schubert ha perfette cognizioni di composizione musicale e che ha già composto diversi e ottimi lavori sia per il teatro che per la chiesa. Come tale, tenendo conto tanto della sua provata integrità morale quanto dei suoi talenti artistici, egli è senz’altro atto a ricoprire la carica di direttore d’orchestra.

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II. Da una lettera a Gustav Herzen (Vienna, giugno 1826).

[…] Poco dopo portai al Kapellmeister Eybler una Messa che doveva venir eseguita nella cappella di corte. Quando Eybler udì il mio nome, disse che non aveva sentito nessuna delle mie composizioni. Confesso che, pur non facendomi grandi illusioni, avevo però pensato che il Kapellmeister di corte avesse già sentito qualcuno dei miei lavori. Quando alcune settimane dopo ritornai da Eybler per conoscere la sorte toccata alla mia Messa, egli mi rispose che il lavoro era buono ma che non era scritto secondo i gusti dell’Imperatore. Mi congedai pensando fra di me che non avevo la fortuna di saper comporre secondo lo stile imperiale.

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III.

A Breitkopf e Hartel, Vienna, 12 agosto 1826.

Signori, nella speranza che il mio nome non vi sia del tutto sconosciuto, voglio cortesemente proporvi di accettare alcune mie composizioni musicali in cambio di un modesto compenso, dato che desidero vivamente far conoscere le mie opere in Germania. Vi offro una scelta fra i seguenti lavori: Lieder con accompagnamento per pianoforte; quartetti per strumenti a corda; sonate per pianoforte; pezzi a quattro mani, eccetera. Ho scritto anche un ottetto. Mi riterrei profondamente onorato se potessi iniziare dei rapporti d’affari con una casa musicale antica e famosa quale la vostra. In attesa di una sollecita risposta mi firmo, con molta stima, vostro devotissimo Schubert Il mio indirizzo è: Auf der Wieden 100, vicino alla Karlskirche, II piano.

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IV. A Schober, Vienna, 12 novembre 1828*.

Caro Schober, sono malato. Da undici giorni non mangio e non bevo nulla e mi trascino, debole e vacillante, dal letto alla poltrona. Rinna mi cura. Non riesco a trattenere niente di quanto mangio. Abbi la bontà di procurarmi qualcosa da leggere, forse servirà ad alleviare questa condizione desolante. Di Cooper ho letto L’ultimo dei Mohicani, La spia, Il pilota e Il colono. Se hai altri libri suoi ti scongiuro di lasciarli per me presso la signora Von Bogner, al caffè. Mio fratello, che è coscienziosissimo, me li farà avere al più presto. Altrimenti mandami quello che vuoi. Il tuo amico Franz Schubert.

**Scritto cinque giorni prima della morte.

V.

Ad Anton Diabelli, editore a Vienna, 1 novembre 1848.

Egregio Signore, ho pubblicato con Voi quartetti, sonate e sinfonie celebri in tutta la corte imperiale. Tanto più mi sconcerta e mi sdegna vedere nel Vostro prestigioso catalogo l’Opera 19 di un certo oggi defunto Franz Schubert, una discutibile raccolta di Lieder che hanno la presunzione di musicare inarrivabili liriche goethiane quali Al postiglione Kronos e A Mignon. Pretendo pertanto che i Lieder del mio mediocre omonimo siano prontamente cassati dalle prossime edizioni del catalogo o mi vedrò costretto a citarvi per danni morali alla mia fama e al mio nome.

Vostro FRANZ SCHUBERT, musicista imperiale.

Franz Schubert

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