COME UN UCCELLO CIECO. Carlotta Cicci

Come un uccello cieco di Carlotta Cicci

Eugen Bavcar

1

Mi copro di argilla

colgo urti

apro le gambe

congiungo cose lontane

chiodo scoglio materia violenza rosso

fisso gli incroci sul mio polso

accendo quiete

trattengo il fiato

sorveglio il freddo

senza tregua

inseguo vertigini

come un uccello cieco

che mangia il vuoto

sono preistoria

2

Ogni tanto torno vergine

acqua implacabile

colore di perla

invulnerabile

la tua paura addenta il polso

il sole tace

elimino il fragore

il sospetto

ti guardo le spalle

da me

ignoro in cosa credi tu

rimango in un altro angolo

nell’identico ordine

di me

Eugen Bavcar

3

Oggi dovrebbe essere

soltanto oggi

restate desti

sono venuta qui selvatica

nel mezzo di un incendio

le crepe fissano il punto rosso

al centro della mia fronte

svergognata chiedo asilo

al nido artificiale

sono come un’alba

che perdete nel sonno

porto il cielo alla bocca

crollo e non faccio rumore

precipito di continuo

in acque impazienti

tra i vostri proclami

concedetemi

un nuovo battesimo

che l’acqua

sia davvero Santa

4

Sei una mosca nel buio

irradiante

e io bianca lupa

in posizione non corretta

schiva lunare gentile

posso darti solo

viaggio

eventualità

tempo inquieto

accelerazioni

contaminazioni

livelli di vita

il mio ciclo

radicante

significante

Eugen Bavcar

5

Impossibile

non tradire qualcosa

non sono clemente

non mi offro alla speranza

sono latitante

la mia distanza non attende nulla

la vedova bianca è guasta

affamata ingrandirà la tua sagoma

il mio chiarore è acido

domani ti offenderà

fatale affonderai

fino al centro della terra

6

Vorrei cadere

nel nero dei tuoi occhi

in uno spazio tenue

una tenerezza inespressa

battezzi la bocca

con la mia umidità

la mia schiena

chiede pietà

mi offri l’umano

mi offri l’animale

mentre balli muta

in un respiro labile

sotto un cielo

che sembra crollare

in un sonno

al di sopra

delle loro guerre

Eugen Bavcar

*I testi, che compongono la sezione “La sentenza”, sono tratti dal volume inedito Sul banco dei pesci.

Carlotta Cicci

*Carlotta Cicci nasce a Roma nel 1984 e vive a Bologna dal 2016, dove lavora come videomaker e fotografa. Sul banco dei pesci è la sua prima opera poetica prossima alla pubblicazione. Con Stefano Massari ha creato il sito: http://www.disforme.net

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