CANZONI FRANCESI. Brassens, Brel

Canzoni francesi. Georges Brassens e Jacques Brel

(traduzioni di Lucetta Frisa)

Georges Brassens

La cattiva reputazione

Da quando nacqui io non so come
godo cattiva reputazione
se resto zitto o mi metto a parlare
passo per uno da livellare
E non faccio mai del male a nessuno
anzi molte volte resto a digiuno
Ma la gente tira sassate
A chi non prende le vie segnate
Ed io offendo la gente onesta
Perché ragiono con la mia testa

Nessuno mi darà un salario
perché son nato
bastian contrario!

Anche quando la bilancia
Pende dal lato della pancia
e c’è chi in poltrona si siede
resto a guardare dritto su un piede
Io della carriera me ne strabatto
e per questo dicono che son matto

Ma la gente tira sassate
a chi non prende le vie segnate
ed io offendo la gente onesta
perché ragiono con la mia testa
nessuno mi darà un salario
perché son nato
bastian contrario!

Quando la gente senza coglioni
va negli stadi e a processioni
e s’inginocchia alle istituzioni
e dei capelli compra lozioni
non sono dei valori il sovvertitore
se me ne sto a letto a far l’amore

Ma la gente tira sassate
a chi non prende le vie segnate
ed io offendo la gente onesta
perché ragiono con la mia testa
nessuno mi darà un salario
perché son nato
bastian contrario!
Non c‘è bisogno d’esser profeta
tutti mi dicono che sono poeta
e che i poeti come i barboni
van negli ospizi o nei manicomi
e s’inginocchia alle istituzioni
e dei capelli compra lozioni.

Ma la gente tira sassate
a chi non prende le vie obbligate
e io offendo la gente onesta
perché ragiono con la mia testa
pur di non esser livellato
compro una corda e muoio impiccato!

(Musica e testo di Georges Brassens)

**

Storia del vento

Quando l’universo intero
non era ancor terminato
qualche cosa a spasso andava
in mezzo al creato
C’era molta confusione
e lui furbo approfittò
non aveva forma e nome
Dio se lo scordò

E fu così
che è nato il vento
che volle essere diverso
e contestava l’universo
E fu così
che è nato il vento
il vento che nessuno sa
da dove viene e dove va

Per il vento di follia
che trasforma i saggi in bruti
pur le Figlie di Maria
i santi fan cornuti
A chi cerca di sfidarlo
con il calcolo più esatto
lui si vendica e di colpo
lo fa diventar matto

Ed è così
che corre il vento
nelle foreste degli abeti
e dentro il cuore dei poeti
ed è così che corre il vento
che fruga ed alza le sottane
delle donne puritane
Ed è così che corre il vento

(Musica e testo di Georges Brassens)

**

Faccio l’amore con te

Che me ne importa del sole
da quando conosco te
la notte o il giorno
che differenza c’è
faccio l’amore con te
Tu fai spuntare le viole
nel letto e sul parquet
che me ne importa del sole
faccio l’amore con te

Per il padrone di casa
sono puttana perché
sto con un uomo che marito non è
che cosa importa a me
Vorrebbe entrar nel mio letto
quel porco al posto di te
io me ne infischio di tutto
e faccio l’amore con te

E poi c’è il principale
che mi licenzia perché
gli sbaglio i conti e non sono puntuale
non gli sbaciucchio il bebé
Farò la fame più nera
ma chiedo che male c’è
se dal mattino alla sera
penso all’amore con te

Senza contare l’impegno
di far la rivoluzione
sparino gli altri io la faccio da me
quando son sola con te
Sarei una vera alienata
se non pensassi un po’a me
la mia condotta impegnata
è far l’amore con te
La mia condotta impegnata
è far l’amore con te.

(Musica e testo di Georges Brassens)

**

Sulle panchine

Tutta la gente perbene crede le panchine
posti d’ozio e vizio
fatti per l’appuntamento di barboni e vento
Ma è soltanto un pregiudizio
perché son lì apposta per timidi cuori
per accoglier le premesse a favolosi amori

Sulle panchine siedono gli innamorati
abbracciati abbracciati
sfidano gli sguardi avvelenati
dei passanti onesti

E si tengono le mani parlan del domani
del futuro nido
che fabbricheranno insieme con le ore più belle
Ci sarà la luna e il sole
che faran da tetto sopra il loro letto
dove nasceranno viole grandi come stelle

Sulle panchine siedono gli innamorati
abbracciati abbracciati
tubano allegri e spensierati
son colombi appena nati

Quando la sacra famiglia passa nei dintorni
di quel loro regno
fioccan frecce inacidite di disprezzo e sdegno
Ma sia il padre che la madre il figlio un po’ impotente
e la figlia zitella
stan morendo dal prurito di una scappatella

Sulle panchine siedono gli innamorati
abbracciati abbracciati
tubano allegri e spensierati
son colombi appena nati

Anche se il tempo è maligno e ricopre il cielo
di nuvole nere
e l’inverno e il vento freddo li farà fuggire
Resterà sempre per loro il ricordo caldo
di quelle panchine
dove han vissuto insieme le ore clandestine

Sulle panchine siedono gli innamorati
abbracciati abbracciati
sfidano gli sguardi avvelenati
dei passanti onesti

(Musica e testo di Georges Brassens)

**

Jacques Brel

Le bigotte

Diventan vecchie, pianin pianino,

fra un gatto magro e un canarino,

le bigo-otte…

a 18 anni son vecchie lo stesso

perché immunizzano il loro sesso

sesso di bigo-otte…

se fossi diavolo vedendole pregare

dalla rabbia mi farei castrare

se fossi dio quando è notte

da un bruto le farei violentare

le bigo-otte…

e processionano da mane a sera

d’acquasantiera in acquantiera

le bigo-otte…

d’incenso cavolo e mele cotte

sanno le preci e le litanie

delle bigo-otte

vestite a lutto come il curato

che è un uomo santo e sarà premiato

han gli occhi bassi e il collo storto

come se Dio fosse già morto

le bigo-otte

e I gioni alllegri della festa

la gente parte alla conquista

ma non le bigo-otte

che preferiscono restare in sacrestia

a catechizzare altre bigo-otte…

così preservano illibato il giglio puro e immacolato

che fra le gambe è addormentato

per astenersi dal peccato

brave bigo-otte

così pian piano vanno a morire

quattr’ossa secche da seppellire

ossa di bigo-otte

e il funerale è di buon mattino

per maggior gloria del becchino

che odia le bigo-otte

nel paradiso c’è un gran daffare

ali e corone da preparare

gli angeli volano felici in coro

ed esse volano….frrrr…

insieme a loro…

Viva le bigo-otte

(Musica e testo di Jacques Brel)

(traduzioni 1969-1970)

Lucetta Frisa

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