IO SONO. John Clare

traduzione di Lucetta Frisa

John Clare

Io sono

Sonetto

Io sono soltanto so che sono

arranco sulla terra, ottuso e vuoto

il carcere terreno il corpo ha rattrappito col suo peso

di tedio e stroncati sul nascere i pensieri;

fuggii in solitudine i sogni di passione,

ma la lotta andò avanti e solo so che sono

fui creatura legata a questa specie

d’uomini che disprezzano di tempo e luogo i limiti

fui spirito errabondo attraverso gli spazi

di terra e cielo come un sublime pensiero,

tracciando il creato, simile al mio dio libero

anima che ignora le catene – come solo nell’eterno

rigettando la vanità terrena e l’umiliazione dello spirito

ma adesso soltanto so che sono – ed è tutto.

I Am

Sonnet

I feel I am; – I only know I am,

And plod upon the earth, and dull and void:

Earth’s prison chilled my body with its dram

Of dullness, and my soaring thoughts destroyed,

I fled to solitudes from passions dream,

But strife persued – I only know, I am,

I was a being created in the race

Of men disdaining bounds of place and time: –

A spirit that could travel o’er the space

Of earth and heaven, – like a thought sublime,

Tracing creation, like my maker, free, –

A soul unshackled – like eternity,

Spurning earth’s vain and soul debasing thrall

But now I only know I am, – that’s all.

**

Io sono

1

Io sono – ma chi sono a nessuno importa né lo sa:

lasciato dagli amici come un vecchio ricordo

io ingoio da solo le mie sventure

appaiono e scompaiono nel grembo dell’oblio

ombre di amorosi fermenti spasimi soffocati

ma ancora io sono e vivo- fumo perduto.

2

Nel nulla dello scherno e del rumore

nel mare acceso dei sogni della veglia

dove di vita e gioia non c’è traccia

se non l’immane naufragio della mia autostima

perfino i miei cari che ho amato tanto

mi sono estranei, più estranei di tutto.

3

Sogno paesaggi dove nessuno ha viaggiato

dove nessuna donna ha riso o pianto

per abitare solo con Dio, mio creatore

dormire come da bimbo dolcemente dormivo

senza dolore, e dove non soffrendo mi distendo

con l’erba sotto di me e sopra la curva del cielo.

I Am

1

I am – yet what I am, none cares or knows;

My friends forsake me like a memory lost: –

I am the self-consumer of my woes; –

They rise and vanish in oblivion’s host,

Like shadows in love’s frenzied stifled throes: –

And yet I am, and live – like vapours lost

2

Into the nothingness of scorn and noise, –

Into the living sea of waking dreams,

Where there is neither sense of life or joys,

But the vast shipwreck of my lifes esteems;

Even the deares, that I love the best

Are strange – nay, rather stranger than the rest.

3

I long for scenes, where man hath never trod

IoA place where woman never smiled or wept

There to abide with my Creator, God;

And sleep as I in childhood, sweetly slept,

Untroubling, and untroubled where I lie,

The grass below – above the vaulted sky.

*I testi sono tratti da Attraverso la valle dell’ombra profonda. Quaderno di poesia inglese del XIX secolo, a cura di Lucetta Frisa, con testi originali a Fronte, Robin, 2021.

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