PERIFERIE. Carlo Merello

Leonardi V-Idea

Vico S. Giorgio 2, Genova

orario Ma-Sa 16-19

Inaugurazione venerdì 10 dicembre 2021 ore 18

«Negli anni più recenti Merello si è confrontato con il tema delle Periferie componendo un mosaico di tasselli di variato spessore, quinte strettamente addensate, accumuli di segni e sensi; un tutto-pieno solcato da astratti profili architettonici, nitidamente stagliati su fondi neri, dischiusi appena da strette fessure nelle quali s’affaccia una incerta promessa di riscatto nella preziosità dell’oro, che negli ultimi lavori della serie arriva però a illuminare dall’alto la barriera eretta dai fabbricati, sormontandola in un orizzonte libero, senza più limite. Tornano in evidenza, nell’articolazione frontale di questi pannelli, i segni istoriati su ogni singola tessera, “tipoidi” che riportano schematicamente le strutture del corpo, dell’abitazione e della soglia, che nel loro affollarsi e nella loro valenza totemica costruiscono, all’interno dell’insieme più ampio, un sistema complesso di relazioni, dove gli estremi dell’orizzonte post-umano e delle radici ancestrali coesistono in sotterranea, reciproca tensione».

Sandro Ricaldone

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«Lo spettatore della mostra di Carlo Merello, Periferie, si trova immerso in una selva di profili architettonici che evocano una misteriosa scrittura alfabetica. I segni delle singole tessere creano un effetto di scrupolosa vertigine e di ordine razionale, dove il pullulare delle soglie e delle case mostra il paesaggio come teatro simbolico di una città distopica, marginale, visionaria, dove l’occhio incontra il grattacielo, la finestra, la porta, la scala, come rituali di una stessa allegoria, di uno stesso mistero. Citando Ettore Sottsass: “Io non penso ai misteri antichi, rituali più o meno complicati, violenti, terapeutici di iniziazione verso i luoghi di una psiche liberata. Io penso anzi a quei luoghi dove la psiche non si libera mai ma forse invece continua a cercare se stessa, luoghi dove la conoscenza smette addirittura di esistere e dove la ricerca della psiche diventa fine a se stessa, diventa una specie di nomadismo permanente senza meta dentro ai meandri di se stessa».

Marco Ercolani

Carlo Merello

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