Un sogno profetico

Visione del Maestro delle Sinopie.

Tutti i muri della Grande Collegiata da cui hanno tolto gli affreschi visibili e che ora svelano frammenti di cosmologie o pianure fitte di eserciti morti o figure che ascendono al cielo, sono opera mia. Avendo vissuto per quasi un secolo, dal 1406 al 1497, ho realizzato io tutte le sinopie dei più grandi affreschi toscani, tutte le «prime tracce», ricoperte poi dalla pittura ufficiale. Senza che nessuno mi suggerisse niente, con la misera traccia di pochi disegni preparatori, ho messo io la prima impronta, con sanguigna e matita e carbone – quella dove il pittore avrebbe dipinto l’affresco finale, murando per sempre i miei segni, usandoli come stampo da seppellire sotto le sue magnifiche, definitive pitture.

Io sono il Cancellato.

Io sono il Maestro delle Sinopie.

Oggi, ma solo per qualche giorno, a causa del restauro degli affreschi, restituiscono i miei muri alla loro prima e vera natura. Il mondo, oggi, 10 giugno 1990, può vedere i miei segni. Le mie sanguigne riaffiorano. I miei fantasmi sono icone reali della mia lunga vita fuori tempo. Adesso mi riaddormento. Torno alla mia esistenza. Torno al 13 agosto 1470.

(M.E.)

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