L’immaginario è già il reale

di René Char

Leggerezza della terra

Il riposo, asse del vivere? Noi cadiamo. Vi scrivo in corso di caduta. Così provo il mio essere al mondo. L’uomo si disfa certo come è stato fatto. La ruota del destino gira all’incontrario e i suoi denti ci triturano. Prendiamo fuoco subito dall’accelerazione della caduta. L’amore, freno sublime, è rotto, fuori uso. Niente di tutto questo è scritto nel cielo assegnato o nel libro desiderato che si precipita al ritmo dei battiti del nostro cuore, poi si spezza quando lui continua a pulsare.

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L’immaginario, è già il reale – prima dei risultati. Un reale che ha i tratti di un ragazzino mal rassicurato in mezzo a pericoli che non l’hanno ancora riconosciuto. Esistono prodezze dell’immaginazione che non tradiscono i loro amanti.

In: Comment te trouves-tu là? Petite marmite, mais tu es blessée, in Fenêtres dormantes et porte sur le toit, 1973-1979, Oeuvres complètes, Gallimard, 1983.

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