Paesaggio

di Louise Elizabeth Glück

(traduzione di Lucetta Frisa)

Paesaggio, 5

Dopo il tramonto del sole

cavalcammo veloci sperando di trovare

riparo prima del buio.

Potevo già vedere le stelle

le prime nel cielo orientale.

Cavalcammo, quindi,

lontani dalla luce

e verso il mare, poiché

avevo sentito parlare di un villaggio.

Dopo un po’ cominciò a nevicare,

all’inizio non molto forte, poi

di continuo finché la terra

si coprì di uno strato bianco.

La strada che avevamo percorso appariva

chiaramente quando voltavo la testa –

per un breve tratto segnava

una scura traiettoria attraverso la terra –

Poi la neve divenne spessa il sentiero svanì.

Il cavallo era stanco e affamato;

non trovava più da nessuna parte

un tracciato sicuro. Dissi a me stessa:

mi sono persa prima, ho avuto freddo prima.

La notte è venuta da me

esattamente così, come una profezia –

Pensai: se mi chiedessero

di tornare qui, mi piacerebbe tornare

come una creatura umana, e che il mio cavallo

rimanesse sé stesso. Altrimenti

non saprei come ricominciare.

*

Paesaggio. 5

After the sun set

we rode quickly, in the hope of finding

shelter before darkness.

I could see the stars already.

first in the eastern sky:

we rode, therefore,

away from the light

and toward the sea, since

I had heard of a village there.

After some time, the snow began,

Not thickly at first, then

steadily until the earth

was covered with a white film.

The way we traveled showed

clearly when I turned my head –

for a short while it made

a dark trajectory across the earth –

Then the snow was thick, the path vanished.

The horse was tired and hungry;

he could no longer find

sure footing anywhere. I told myself:

I have been lost before, i have been cold before.

The night has come to me

exactly this way, as a premonition –

And i thought: if I am asked

to return here, I would like to come back

as a human being, and my horse

to remain himself. Otherwise

I would not know how to begin again.

*Paesaggio è tratto da da Averno (Dante & Descartes, Editorial Parténope, Napoli, 2019, poi Edizioni del Saggiatore, Milano, 2020, traduzione di Massimo Bacigalupo).

Un commento

  1. Non so come sia possibile, ma le traduzioni di Frisa hanno un tono “Lucetta”. Morbide,sciolte, fluide come se tutto fosse facile. Belle!

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