Quattordici frammenti

a Piergiorgio Colombara

Piergiorgio Colombara

Per quanto non è dicibile strumenti muti, che risuonino senza essere uditi.

Specchiarsi nel corno di vetro, come se un messaggero potesse arrivare.

Aria come cera. Scala come oro. Patire i riflessi.

Sospesi in una fontana senza echi.

Cessano i gradini, muore il labirinto. Salire ora.

E dopo la battaglia? Lama fuggente. Guerriero sparito.

Al varco, nessuna sentinella. Gabbie trasparenti. Segrete.

Fuoco disegnato nel nero: oracolo di questo partire.

Vita assente all’inizio: reliquia. Assente adesso: orliquia.

Il brivido inizia quando la scala si sottrae alla tomba.

Chi, ammutolito, sente rinascere la voce dentro di sé.

Devi saper fare a meno di tutto – anche del tuo stesso silenzio.

La funesta fortuna di essere quasi invisibile.

Lo sciamano sente voci inudibili perché a lui parlano ancora.

(M.E.)

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