Non so mai ciò che vedo se non lavorando

di Alberto Giacometti

Io lavoro all’ultimo minuto. Le “cose” che faccio e rifaccio per mesi, le finisco in tre ore. Il mio desiderio non è lavorare ma sapere ciò che voglio fare… e finirlo al più presto. Forse sono un falso scultore e un falso pittore.

[…]

Per me, un oggetto smette di essere una scultura. Per me, una scultura deve essere la rappresentazione di qualcosa d’altro da se stessa. Una scultura non mi interessa veramente se non nella misura in cui, per me, è il mezzo di esprimere la visione che ho del mondo esterno… O meglio, non è per me altro che il mezzo per conoscere questa visione. Al punto che non so mai ciò che vedo se non lavorando.

*Je ne sais ce que je vois qu’en travaillant, Association Alberto e Annette Giacometti, Yvon Taillandier e l’Echoppe, 1993.

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