Non varia l’impeto!

di Rosa Pierno

per Fronde di Gérard Titus-Carmel

L’artista mette insieme la pianta e i suoi dettagli, i quali, in realtà, sono la replica della stessa figura rimpicciolita. Vi aggiunge colore in maniera perentoria. Ossessione ritmata dal colore. Sembrerebbe introdurvi nuovi elementi, tuttavia, ciò che non cambia è il desiderio di vedere in che modo il colore modifica la forma. Se accade che sia esclusivamente l’effetto luminoso a dare o a levare sostanza all’oggetto raffigurato.

Le macchie rammentano che si tratta di pigmento liquido, molto liquido, e distribuito dal pennello con rapidità, ma anche che nessuna cosa è pura sotto il sole, che la materia si sfalda, perde frammenti e linfa. L’atmosfera stessa è intarsiata da schizzi e schegge di colore.

Bisogna ricominciare daccapo, come fosse la prima volta, senza ripetersi. Lì dove, infatti, qualcosa è sempre la stessa, o variata in maniera appena percettibile, ecco che l’identità balza fuori dal cilindro. Senza che, tuttavia, sia l’originale.

Nessuna foglia può mai essere uguale a un’altra. Simile, sì. È simile ciò che è rappresentato con differente colore? È equivalente ciò che è stato replicato e poi ritagliato e incollato in un riquadro più piccolo? È ancora lo stesso oggetto? Un indizio sembra risiedere nel fatto che la nuova composizione ha un altro titolo.

Mettere insieme tutte le raffigurazioni possibili a partire da una forma data. Collezionare solo i colori che producono armonia e scartare tutte le altre possibilità. Inserire dei riempitivi che servano per interrompere il ritmo e creare estraneità. D’altronde, sarebbe mai estranea la forma se non lo fosse anche il colore?

Variare il modo in cui si dispone il colore sul foglio. Incollare insieme diversi tipi di carta, affinché anche la carta stampata dei quotidiani presti le sue nuances e, ancor più, il ricordo delle parole. A che servono le parole in pittura? Retorica polverizza questioni, colore ci passa sopra una bella mano e fa retrocedere a sfondo.

Il foglio s’imbeve di pigmento, creando un’aurea intorno alle foglie, la quale non ricorda tanto la profondità che appartiene allo spazio, quanto la sostanza grassa, quell’olio vegetale, di cui sono fatte le foglie.

Si può anche provare a racchiudere in occhielli il fondo, disegnando le foglie solo tramite profilo: allora pare che il ramo manchi a se stesso, che sia la sua orma, che si sia prosciugato, estinto, che sia uno schema. Ecco la parola incriminata! Schema! In esso, segno e immagine vanno a braccetto. Di una medesima cosa si possono avere tanti schemi, dice a se stesso, mentre accumula opere.

Variando i dettagli, con la rapidità della stesura, e inglobando l’inevitabile residuo di fuliggine che stampiglia l’orma della sua ombra sul foglio, finge di replicare l’ombra delle fronde, accostando così i tentativi parziali in una composizione. Ottiene inesplicabilmente una totalità.

Sul tavolo una collezione di campioni della stessa pianta ha lasciato sul foglio i liquidi variamente densi e grassi della propria trasmutazione.

S’addentra nel fogliame, attento a riquadrare tutte le piante per farle apparire sollevate: quadro non è foresta: è la dimostrazione di un invariabile atto.

Quello che una pianta è in grado di trasferire alla carta: ossidi di ferro e luce solare, occhielli di vuoto e umori.

La variazione si attua a più livelli, mentre sagoma il colore, mentre ritaglia parti più piccole da inserire nell’opera. La foglia si ripete con un ritmo costante: pur se è il simbolo della mutazione. La crescita produce incessantemente la medesima forma. Tuttavia, c’è una sola cosa che non varia: l’impeto!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...