I libri dell’Arca. Un’idea di collana

a cura di Marco Ercolani e Lucetta Frisa

«E che altro potevo opporre al nulla se non questa arca nella quale ho voluto riunire tutto ciò che mi era vicino?» Danilo Kiš

I libri dell’Arca individuano testi di autori che concepiscono la scrittura come pulsione estrema, in stretto rapporto con l’esperienza della follia e l’ossessione dell’arte. Intento della collana è sviluppare una rabdomantica curiosità per scritture, significative ma spesso sommerse o poco visibili, del Novecento europeo. L’attenzione si orienta verso testi apparentemente frammentari o marginali, che da questa marginalità ci parlano, oggi, con maggiore intensità e autenticità, nell’idea, mutuata da Thomas Bernhard, che la scrittura contemporanea sia solo un «grande e gigantesco frammento».

La collana si divide in tre sezioni: L’arte della follia, dove è dominante l’attenzione a saggi di critici e di poeti che intrecciano il discorso estetico alle logiche della follia; Isola delle voci, dove trovano spazio voci poetiche contemporanee, soprattutto nell’area di lingua francese; Segni e visioni, dove in brevi plaquettes di artisti si intrecciano parola, disegno, pittura, fotografia.

I libri dell’Arca non nascono nel 2004 ma negli anni 90, dall’idea della rivista “Arca”. Trovare e custodire qualcosa che, pur destinato alla perdita, va salvaguardato: il testo marginale del grande autore, il testo eccellente dell’autore semidimenticato. Quelle scritture passate obliquamente nella storia dell’arte e della letteratura, e che meritano l’attenzione che non hanno avuto. I libri dell’Arca sono il desiderio di un’attenzione esigente verso testi di qualità, ovunque essi si trovino. Occorre tenere desta quest’attenzione, essere rabdomanti di curiosità.

Se, come dice Beckett, la scrittura è porosa, trapassata, inservibile, quasi un relitto tragico, noi crediamo che dei buoni relitti esistano, e che valga la pena trovarne e ri-trovarne.

Non a caso la ricerca di queste scritture passa attraverso la follia, perché sconfina oltre i limiti. Una buona arte non è necessariamente folle, ma si interessa di questioni che riguardano da vicino l’insensatezza, il disagio, il “fuori norma”. Qualcosa che si agita ai margini, e che cerca, come può, definizioni, parole.

Il titolo di uno dei libri della collana, Noi lavoriamo nelle tenebre significa tutto: non l’amore per le tenebre, ostinato e irrisolto, ma il fatto che nelle tenebre, tastando, si trovino buoni appigli, punti di luce. D’altronde, solo chi è nel buio vede la luce. Questa è eresia civile, ieri come oggi.

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L’ARTE DELLA FOLLIA

a cura di Marco Ercolani

Marco Ercolani, Il tempo di Perseo

Bernard Noël, Artaud e Paule (traduzione di Lucetta Frisa)

Sylvie Durbec, Fughe (traduzione di Lucetta Frisa)

Pasquale Di Palmo, I libri e le furie

Dieter Schlesak, Poesia, malattia pericolosa

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Marco Ercolani, Discorso contro la morte

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AA.VV., Due ma non due. Aperture ed incontri nell’arte degli anni post Basaglia

Carlo Michaelstaedter, La persuasione e la rettorica

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AA. VV., Robert Walser. La grazia e l’abisso

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AA. VV., Perturbamento

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ISOLA DELLE VOCI

a cura di Lucetta Frisa

Luigi Sasso, Fuori dal paradiso

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Flavio Ermini, Antiterra

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Maurice Blanchot, Noi lavoriamo nelle tenebre (traduzioni di Giuseppe Zuccarino)

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Giuseppe Zuccarino, Grafemi

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Bernard Noël, L’ombra del doppio (traduzione di Lucetta Frisa)

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Alain Borne, Poeta al suo tavolo (traduzione di Lucetta Frisa)

Giuseppe Zuccarino, Note al palinsesto

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Ghérasim Luca, La Fine del mondo. Poesie 1942-1991 (traduzione di Rita Florit e di Alfredo Riponi)

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Claude Esteban, Qualcuno nella stanza comincia a parlare. Poesie e prose scelte (traduzione di Lucetta Frisa)

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Giorgio Galli, La parte muta del canto. Musicisti ritrovati

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Giuseppe Zuccarino, Rifrazioni e altri scritti

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Luigi Sasso, Vocazioni

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SEGNI E VISIONI

a cura di Marco Ercolani e Lucetta Frisa

Lucetta Frisa, Sulle tracce dei cardellini (una «flânerie»), disegni di Gianfranco Carrozzini e Giuseppe Pellegrino.

Lorenzo Pittaluga, Al termine di noi. Poesie postume, acquerelli di Claudia Sansone.

Luigi Sasso, Tutti i nomi del mondo, disegni di Marco Locci.

Paola Mongelli, Della visione inquieta, testo di Dario Capello.

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Serena Olivari, La furia di quel piccolo niente. Poesie 1991-2007, acquerelli dell’autrice.

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Sylvie Durbec, Chaussures vides – Scarpe vuote, disegni dell’autrice, copertina di Bastien Ridard, traduzione di Lucetta Frisa

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Alice Marinoni, E voleva le ali ai piedi, testi di Gianluigi Bellei, Viana Conti, Marco Ercolani, Luisa Figini, Mirella Marini, Luca Patocchi, Anik Zanzi, poesie di Lucetta Frisa, acrilici e ricami dell’autrice.

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Ilaria Seclì, La sposa nera, fotografie dell’autrice.

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Silvia Comoglio, Sottile, a microchiarore!, quadri di Oddino Gagliardi.

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